Gusto · Alta e media valle del Sangro
Il salsicciotto frentano
Dove l'aria è fredda e secca, sopra i novecento metri, la conservazione è garantita dalla sola esposizione all'aria.
La storia
È un salume tradizionale dell'alta e media valle del Sangro e dell'Aventino, un'area collinare alle pendici orientali della Maiella. Viene realizzato interamente con carne di maiale: un tempo quasi tutte le famiglie allevavano un maiale per le esigenze della casa. A Montenerodomo, Pizzoferrato e Gamberale, dove la temperatura è più fresca, fino a qualche decina di anni fa diverse famiglie ammazzavano un maiale ogni mese, da novembre a febbraio.
Spartire il maiale
Trascorsi alcuni giorni in cui l'animale, completamente sventrato e pulito, viene esposto alle gelate notturne per il rilassamento dei muscoli e la perdita di liquidi, si procede a «spartire» le varie parti, per ottenere diversi prodotti: il capocollo con le carni in prossimità del collo; le salsicce di fegato (fegatazzi) con polmoni, cuore, trachea e fegato; il coppo con le cartilagini intorno alla testa; i prosciutti con le gambe posteriori.
Per i salsicciotti si prediligono le carni magre intorno al collo, alle spalle, alle costate e ai prosciutti; in ogni caso sono necessarie anche delle parti grasse, scelte apposta. Le parti, tagliate con i coltelli, vengono poi triturate, salate e aromatizzate con pepe, con peperone sia dolce che piccante, con erbe particolari a seconda dei gusti, e insaccate nelle budella per essere poi essiccate all'aria e pressate.
La conservazione
Dopo la stagionatura si passa alla conservazione, scegliendo lo strutto oppure l'olio d'oliva; in tempi antichi alcuni utilizzavano la sabbia di arenaria. Se l'aria è abbastanza fredda e secca, come avviene nei paesi a un'altitudine superiore ai 900 metri, la conservazione è garantita dalla sola esposizione all'aria. Nei tempi moderni si utilizza anche il sottovuoto.
Alcuni dei moderni produttori hanno diffuso e fatto conoscere questo prodotto sotto il nome di salsicciotto frentano, vincendo numerosi premi a livello nazionale grazie alla bontà delle carni, all'utilizzo di aromi locali e all'ottima stagionatura senza conservanti.
Immagini
Esplora nei dintorni
Continua da qui
Gusto
Il tartufo della Valle del Sangro
Quattro genotipi su sette europei si sono salvati qui durante l'ultima glaciazione. Una vera arca di Noè del tartufo bianco.
Quadri, Borrello, Rosello, Pizzoferrato
Scopri
Gusto
Il Peperone Dolce di Altino
Piccolo, a corno, rosso intenso, teso verso l'alto: «a cocce capammonte». Si essicca all'aria, si tosta e si frantuma in un mortaio chiamato «penele».
Altino
Scopri