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Ecomuseo Sangro · Aventino
La Morgia di Gessopalena con l'installazione in vetro di Costas Varotsos

Arte · Valle Sangro-Aventino

Arte Natura: un territorio come laboratorio

Dal 1994 artisti italiani e stranieri vengono invitati ad abitare la valle e a lasciarvi un'opera. Non in galleria: nel paesaggio.

Indicazioni

La storia

Dalla Land Art

La Land Art è un movimento artistico nato alla fine degli anni Sessanta — precisamente fra il 1967 e il 1969 — in America, e diffusosi rapidamente nel resto del mondo. È importante perché i suoi esponenti decidono di fare arte uscendo dalle gallerie e facendo del paesaggio il soggetto, e anche l'oggetto materiale, per la realizzazione di creazioni di dimensioni monumentali. Gli elementi utilizzati sono materie prime trovate nella natura: sabbia, terra, acqua, arbusti, tronchi di legno, sassi.

L'associazione

Nel nostro comprensorio, negli anni Novanta, grazie alla caparbietà di un grande artista locale — Sebastiano De Laurentiis, nato a Roccascalegna e fortemente innamorato del proprio territorio — si istituisce l'associazione culturale «Arte Natura». L'intento è quello di creare un laboratorio artistico che si rapporti con il paesaggio e la bellezza della natura, stimolando gli artisti a visitare i luoghi e a creare opere legate agli ambienti naturali, in modo da sviluppare una nuova forma di turismo culturale.

Il 19 settembre 1994 a Lanciano nasce l'Associazione «Comunicazione Arte Natura», con sede a Roccascalegna, che ha come scopo «la produzione e la crescita culturale e artistica da intendersi come ricostruzione di rapporti collettivi di comunicazione e di impegno tra percorsi individuali diversi, tra gruppi sociali, paesi e vallate del comprensorio Sangro-Aventino». I fondatori sono Tino Bellisario, Giuseppe Borea, Candido Calabrese, Albino e Costanza Cavaliere, Maria D'Amico, Silvio D'Arcangelo, Sebastiano De Laurentiis, Piera De Menna, Leo Di Loreto, Maria Elisa Salvatore, Carmine Simone.

Le Biennali

In questo periodo vede la luce la prima Biennale «Arte Natura», denominata «Campagna d'artisti, un territorio come laboratorio». Vi partecipano Massimo Barzagli, Salvatore Brancato, Antonio Sebastiano De Laurentiis, Tamara Grcic, Costas Varotsos. Nel 1996 gli artisti sono invitati a soggiornare sul territorio per conoscere i luoghi, la storia e le tradizioni delle comunità, in modo da creare quella sinergia fra arte e territorio che è alla base della Biennale. Nel 1997 iniziano a proporre progetti e bozzetti, realizzati l'anno successivo insieme ad alcune mostre personali che si tengono all'interno dei castelli di cui è costellato il territorio.

Alla seconda Biennale partecipano Marisa Albanese, Nicola Carrino, Sebastiano De Laurentiis, Giuliano Giuliani. Nel 2000 le mostre vengono inaugurate: Marisa Albanese al palazzo ducale di Pizzoferrato, Nicola Carrino al castello di Roccascalegna, Sebastiano De Laurentiis a Casoli, Giuliano Giuliani a Torricella Peligna.

Le opere realizzate

  • «Sasso», 2000, alluminio, a Pizzoferrato, di Marisa Albanese;
  • «Ceramica», mattonelle di ceramica ad Archi, di Massimo Barzagli;
  • «I giorni e il melograno», 1996-1997, a Roccascalegna, installazione di Salvatore Brancato;
  • «Costruttivo Fara San Martino», 2000, acciaio corten, di Nicola Carrino (opera successivamente rimossa);
  • «La collina degli alberi morti», tronchi rinvenuti nelle cave, Riserva Naturale di Serranella, Altino, di Sebastiano De Laurentiis;
  • «La Biscia», marmo di Carrara, Riserva Naturale di Serranella, Altino, di Nunzio Di Stefano;
  • «La Parabola», lastra di travertino, Torricella Peligna, di Giuliano Giuliani;
  • «Orizzonti», vetro, sulla Morgia di Gessopalena, di Costas Varotsos;
  • «Le bocche di Tamara», pietra e legno, a Montenerodomo, di Tamara Grcic.

Immagini

La Biscia di Nunzio Di Stefano, in marmo bianco, sul laghetto di Serranella
La Parabola di Giuliano Giuliani, lastra di travertino nel pendio
La collina degli alberi morti di Sebastiano De Laurentiis, nell'Oasi di Serranella