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Ecomuseo Sangro · Aventino
Un ginepro coccolone cresciuto fino alle dimensioni di un albero

Natura · Valle del Sangro

La soglia fra due mondi

Piante di mare cresciute a trenta chilometri dalla costa, quattro genotipi di tartufo su sette europei: la valle del Sangro è un'arca.

Indicazioni

La storia

La vallata del Sangro ha un ruolo importante per la biogeografia: costituisce una soglia fra la regione mediterranea e quella euro-siberiana. La presenza di particolari formazioni vegetali riafferma il carattere mediterraneo della regione, come le estese garighe a ginepro ossicedro e lentisco.

Il ginepro coccolone

La flora di maggior interesse biogeografico è rappresentata dai ginepreti a ginepro coccolone, un arbusto che raggiunge anche le dimensioni di un albero. Le boscaglie a coccolone si localizzano lungo il torrente Rio Secco e sui rilievi della Guarenna di Casoli: il ginepro coccolone cresce preferibilmente sulle argille scagliose.

Piante di mare nell'entroterra

Queste argille ospitano diverse specie di piante alofile o alo-tolleranti, solitamente localizzate sulla riva del mare. Com'è possibile che piante così legate agli ambienti salsi della costa siano arrivate tanto all'interno? Si tratta di forme di vegetazione antiche, risalenti a sei milioni di anni fa, quando il Mare Nostrum si prosciugò. Il fenomeno favorì la diffusione di piante adattate ai suoli salati; in seguito, con profondi cambiamenti tettonici e climatici, questi vegetali si ritrovarono accantonati sulla riva del mare o sui terreni argillosi dell'interno.

Una tamerice in fiore addossata a un muro di pietra
Gli uomini hanno diffuso la tamerice sfruttandone l'attitudine a consolidare le aree argillose e a migliorarne la fertilità.

Un'arca di Noè

La vallata del Sangro è stata un'area di rifugio per la flora durante i periodi freddi del Quaternario, in particolare quello wurmiano terminato circa 15.000 anni fa. Ne sono esempio l'agrifoglio, l'alloro, il carice di Griolet, i ginepreti arborei e le leccete insieme all'abete bianco, come quelle di Borrello e Rosello. Proprio qui l'abete bianco mostra stretti legami genetici con quelli dell'Italia meridionale, mentre gli abeti oltre il Sangro — quelli del Gran Sasso e dei Monti della Laga — mostrano maggiori affinità con quelli delle Alpi.

Un'altra conferma viene dal mondo dei tartufi, legato alle piante forestali da una simbiosi micorrizica: su sette genotipi presenti in Europa, quattro sono stati individuati proprio nel medio Sangro, fra Quadri, Borrello, Rosello, Pizzoferrato, Gamberale e Montenerodomo. La maggiore diversità genetica fa supporre che quest'area sia stata una specie di arca di Noè del tartufo.

In sintesi, la vallata del Sangro è un luogo eletto dove confluiscono specie vegetali di provenienza mediterranea, europea e asiatica. La concentrazione di una flora e di una fauna particolarmente rare, incorniciate in ambienti evocativi, rende questi luoghi famosi in tutta Europa: ecco perché si parla dell'Abruzzo come «Regione Verde d'Europa».

Gli animali

Gli animali abruzzesi più iconici sono l'orso bruno marsicano, pacifico eremita vagabondo, il timido camoscio d'Abruzzo e l'indomito lupo appenninico, che dopo secoli di persecuzioni ha visto mutare il proprio destino negli anni Settanta. Di recente si sono registrati nuovi avvistamenti della misteriosa lince. Cervo e capriolo si sono ormai diffusi nel comprensorio, e non è da meno il cinghiale.

Sono presenti anche molte varietà di uccelli, su cui domina la maestosa aquila reale, con la poiana e il gheppio, il falco pellegrino e il falco lanario, le coturnici, i gracchi e i picchi di varie specie, fra cui spicca il picchio muraiolo, un elegante uccello simile a una variopinta farfalla. Nella valle dell'Aventino merita di essere ricordato il colubro di Riccioli, un raro serpente innocuo non conosciuto in altre parti d'Abruzzo.

Immagini

Una tamerice in fiore addossata a un muro di pietra
Aurinia sinuata in fiore sulle rocce
Fioritura rosata di Stachys sulle argille
Abeti bianchi nel bosco di Rosello
Primo piano dell'occhio di un lupo appenninico
Chioma argentata di un olivo