Architettura · Casoli
Il Castello Ducale di Casoli
Una torre pentagonale attorno a cui è cresciuto un paese intero. D'Annunzio vi soggiornò; nel 1943 divenne sede del comando inglese.
La storia
Il castello ducale di Casoli, al centro dell'impianto urbano, è posto sulla sommità dell'abitato a circa 300 metri sul livello del mare, su un colle alla destra del fiume Aventino che domina la valle fluviale, in corrispondenza visiva con altre torri e castelli per controllare l'accesso lungo il Sangro e l'Aventino.
Le sue vicende si intrecciano con quelle dei feudatari di Casoli: nel XII secolo appartiene alla Contea di Manoppello; dal 1369 al 1489 alla famiglia degli Orsini, sotto il cui casato si può far risalire la costruzione dell'attuale struttura; dal 1556 al 1806 alla famiglia D'Aquino.
La torre e l'abitato ad avvolgimento
Il nucleo originario è rappresentato dall'alta torre-puntone pentagonale, eretta in prossimità della chiesa di Santa Maria Maggiore come elemento di difesa a scala territoriale, ma anche per controllare l'accesso al castello. Intorno a essa sono state costruite le abitazioni seguendo una struttura insediativa ad avvolgimento, con perfetto adattamento alla morfologia del sito e con lo sfalsamento delle strade, in modo da rafforzare la difesa dell'intero abitato.
Il blocco residenziale, che oggi si sviluppa attorno a un cortile, è in gran parte di epoca rinascimentale. Il corpo di fabbrica più grande, a mezzogiorno — l'ala residenziale per eccellenza — è caratterizzato da ampie finestre che ne accentuano la natura di palazzo nobiliare e da un elegante coronamento sommitale con mensole in mattoni che reggono archetti acuti. Il coronamento della torre è più elaborato, con beccatelli in pietra a tre elementi in aggetto e caditoie.
D'Annunzio, i Masciantonio, la guerra
La storia ottocentesca e novecentesca del castello è legata al nome della famiglia Masciantonio, che ne rimase proprietaria fino al 1981, prima che venisse acquisito dal Comune. I Masciantonio ospitarono Gabriele D'Annunzio, che qui soggiornò più volte, spesso in compagnia di Michetti, parente dell'onorevole Pasquale Masciantonio. Dal 1928 il palazzo ducale e la torre sono Monumenti Nazionali.
I restauri portati avanti dal Comune hanno permesso di recuperare diversi ambienti: «La stanza del Silenzio», che ospita una mostra permanente sui protagonisti del Cenacolo Abruzzese — Michetti, Tosti, Barbella, Scarfoglio, Serao e De Titta — abituali ospiti dell'onorevole che D'Annunzio chiamava amichevolmente «Pascal»; «La stanza D'Annunzio», dove il poeta visse per un periodo lasciando diverse scritte sulle pareti.
C'è poi «La sala Lionel Wigram», dedicata al maggiore dell'esercito inglese che durante la Seconda guerra mondiale svolse un ruolo determinante per far riconoscere e aggregare all'Esercito di Liberazione la nascente formazione partigiana Brigata Majella. Wigram morì nel centro antico di Pizzoferrato in una delle prime azioni militari che videro impegnati i soldati inglesi a fianco dei partigiani. In questa sala un'esposizione permanente ripercorre la nascita e gli sviluppi delle azioni condotte dalle Forze Alleate insieme alla Brigata Majella, a partire proprio da questi territori. Durante la guerra, inoltre, il castello di Casoli diventa sede del comando inglese.
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