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Ecomuseo Sangro · Aventino
Campioni di roccia di gesso di diverse colorazioni

Natura · Valle dell'Aventino

Gli affioramenti di gesso

Rocce formate quando il Mediterraneo si prosciugò, sei milioni di anni fa. Tenere abbastanza da poterci scavare dentro una casa.

Indicazioni

La storia

Come si forma

Il gesso si forma per evaporazione dell'acqua del mare, che porta al fenomeno della sedimentazione: quando le acque poco profonde di un mare chiuso evaporano, i sali disciolti si concentrano e precipitano sul fondale. I gessi del nostro territorio si sono formati circa sei-cinque milioni di anni fa, in un periodo in cui la soglia di Gibilterra isolò il Mediterraneo dall'Atlantico.

Vi sono rocce di gesso formatesi sul posto, dette autoctone. Il masso gessoso su cui sorge il centro rupestre di Gessopalena, invece, è stato trasportato dalle correnti marine e depositato sulle argille, come la maggior parte degli affioramenti lungo l'Aventino: in questo caso la roccia si definisce alloctona.

I cristalli di selenite

Il gesso è un sale noto come solfato di calcio biidratato: una roccia formata da calcio, zolfo, ossigeno e due molecole d'acqua. Spesso è costituito da grandi cristalli di un solo minerale, che prende il nome di selenite. Questi cristalli si mostrano completamente trasparenti oppure con colorazioni che variano dal grigio al nero o al giallo per la presenza di impurità. La selenite, che può assumere la forma di punta di lancia o di coda di rondine, riflette la luce del sole: proprio per questo motivo gli abitanti di Gessopalena chiamano il proprio paese «Pretalucente».

Nella scala di Mohs, relativa alla durezza dei minerali, il gesso è al secondo posto dietro il talco: entrambe sono pietre tenere e possono essere scalfite con l'unghia. Un'altra roccia rinvenibile lungo l'Aventino, soprattutto a Casoli nei dintorni del lago Sant'Angelo, è l'alabastro gessoso, costituito da cristalli piccolissimi e di colorazione bianco-candida.

Dove si trovano

Lungo il fiume Aventino gli affioramenti più imponenti si rinvengono nel territorio di Taranta Peligna, Lama dei Peligni, Civitella Messer Raimondo, Casoli, Pennapiedimonte e in particolare Gessopalena. Localmente i gessi vengono indicati come «prete de jsse» se di dimensioni ridotte; per le rocce più consistenti è in uso il termine «murrecene». Solo per gli affioramenti più rilevanti si usa la parola «monte»: Monte pe' la Terra è il masso su cui è stato costruito il nucleo abitativo medievale.

Erosioni, grotte e briganti

Le acque meteoriche mandano in soluzione il gesso, come accade per il calcare. Sugli affioramenti si osservano così le tipiche forme erosive carsiche: i profondi solchi (karren), ben evidenti nell'area di Sant'Agata di Gessopalena; le forme a candela; le doline, gli inghiottitoi e le grotte.

Spesso i gessi si presentano molto fessurati e al loro interno, specialmente a Gessopalena, presentano cavità e piccole grotte originate da crolli o da fenomeni carsici. Qui, secondo la tradizione, in passato trovavano rifugio i briganti e i fuoriusciti dell'esercito borbonico nel periodo post-unitario.

Un habitat difficile

I gessi, anche alla nostra latitudine, sono habitat difficili: scarsità d'acqua, forte presenza di sali, facile erodibilità. Nell'Aventino si rinvengono specie floristiche rare come l'Athamanta sicula e l'Aurinia sinuata, e specie ancora più rare come l'Allium moschatum, l'Elaeoselinum asclepium, la Lavatera punctata e il rosmarino.

Immagini

Cristalli di selenite a punta di lancia
Un blocco di alabastro gessoso bianco candido
Schema della sedimentazione del gesso in un braccio di mare
Roccia stratificata a lastre sottili
Una cavità naturale aperta nella roccia di gesso